23 febbraio 2019: Primo Raid Cross a Bologna presso l’associazione Oltremodo, un gioco di Ruolo targato Croce Rossa



Il 23 febbraio scorso si è svolto presso l’Associazione Oltremodo, in collaborazione  con il Villaggio del Fanciullo, il primo Raid Cross del Comitato di Bologna che ha visto la partecipazione di una ventina di ragazzi di età compresa fra i 16 e i 21 anni.

L’attività è stata organizzata e sviluppata dagli Istruttori DIU (Diritto Internazionale Umanitario), dai Consiglieri Qualificati, dagli operatori Raid Cross e dai Volontari del Comitato di Bologna con il supporto di due operatori Raid Cross e di un Consigliere Qualificato del Comitato di Modena.

L’obiettivo del Raid Cross è di rendere i giovani più consapevoli della realtà del conflitto armato, dell’importanza delle azioni umanitarie e di stimolare la riflessione soprattutto sulla protezione della vita e della dignità umana in tempo di guerra e, più in generale, in tutte le situazioni quotidiane.

Attraverso il gioco i partecipanti si trovano a vestire, di volta in volta, i panni delle diverse parti coinvolte in un conflitto armato: prigionieri, civili, soldati e operatori umanitari. Ed è così che il Raid Cross, senza trattare mai aspetti politici o ideologici che sono all’origine dei conflitti, crea consapevolezza circa le difficoltà della vita in tali contesti e l’importanza di quell’insieme di regole volto a alleviare le sofferenze delle vittime, perché violare le norme del Diritto Internazionale Umanitario significa privare le persone più vulnerabili di protezione e causare sofferenze inutili e indiscriminate.

La diffusione del Diritto Internazionale Umanitario è uno degli obiettivi principali della Croce Rossa in tutto il mondo: ogni Società nazionale di Croce Rossa ha il dovere di aiutare il proprio Governo nel diffondere le Convenzioni di Ginevra, che sono alla base del Diritto Internazionale Umanitario, affinché tutta la popolazione comprenda ed appoggi il Movimento per aumentarne l’efficacia nell’interesse di tutti, in tempo di guerra come in tempo di pace (I Conv. Di Ginevra, art. 47).