Grazie alla Croce Rossa un giovane padre, gravemente malato, ha potuto riabbracciare la famiglia

Sabato 7 settembre u.s., il Presidente del Comitato di Bologna, tramite il Consolato di Bulgaria, ricevuta una  richiesta urgente di aiuto, si è attivato per il trasporto di una persona non abbiente: si trattava di un giovane padre di 34 anni, con figlio di 2 anni e moglie. ll giovane, malato terminale paralizzato a causa di una massa tumorale in espansione non operabile, si era auto-dimesso dall’ Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e, impossibilitato a sostenere i costi di un trasporto sanitario, si era organizzato — contro il parere dei medici — per tornare a casa, a Sofia in Bulgaria, con un pullman di linea. I medici, contattati per le vie brevi, confermavano la assoluta contrarietà a un simile trasporto e il rischio che esso avrebbe potuto comportare di un eccessivo affaticamento del paziente, già travolto da un drammatico destino.

Non potendo in alcun modo concorrere in un’azione che avrebbe potuto mettere ulteriormente a rischio la vita di una persona, la Croce Rossa intraprende un’opera di mediazione telefonica suggerendo al Console, unica persona in quel momento in contatto con il paziente, come tentare di convincere il paziente a desistere dall’ intento e attendere 48 ore per consentire al Consolato e alla C.R.I. di valutare ipotesi alternative.

Nel frattempo, grazie al supporto del Presidente del Comitato Regionale della Lombardia e del Presidente del Comitato Regionale del Piemonte, si allertava il Comitato di Susa, specializzato in trasporti sanitari internazionali complessi: un trasporto complesso da Milano a Sofia con breve preavviso. Il Comitato di Susa confermava la sua professionalità rendendosi disponibile a effettuare il trasporto con pochissimo preavviso. L’operazione MEDEVAC (Medical Evacuation) del Comitato di Susa è andata a buon fine e il paziente è stato riportato a Sofia.

Qui sotto riportato, uno stralcio della lettera del Presidente Comitato Regionale Lombardia, Luigi Maraghini Garrone, nella quale si descrive e si ringrazia per il successo dell’operazione:

“…Nei momenti di bisogno, questa Associazione, conferma la propria capacità di risposta, anche nel mutato assetto giuridico, a dimostrazione che il valore di una organizzazione è dato, in primo luogo, dal valore delle persone che ad essa appartengono e in essa operano, prima ancora che dall’ efficienza dei suoi processi e dalla sostenibilità della sua struttura.

Nei momenti di bisogno, le persone che a questa Associazione appartengono e in essa operano dimostrano, quale che sia il loro status, volontario, dipendente o professionale, con la stessa, di essere cittadini di estremo valore, alto senso civico e lodevole senso di responsabilità.

Caratteristiche, tutte, che ho riscontrato in ciascuna delle persone con cui mi sono sentito per organizzare questo servizio: lo staff del Medevac Team di CRI Susa, la mia Direzione Generale, le Aree Operazioni e Progetti Sociali del Comitato di Milano, il Presidente CRI Piemonte, il Presidente CRI Bologna, la Commissaria CRI Susa, i miei volontari resisi immediatamente disponibili a un intervento di mediazione personale, ove fosse stato necessario.

La collaborazione che ho ammirato tra i livelli e le articolazioni di Croce Rossa Italiana coinvolte mi ha inizialmente sorpreso e successivamente resto lieto della mia appartenenza all’Associazione.

C’è da andare fieri, di cosa è la Croce Rossa Italiana oggi e di coloro che vi operano!

A tutti coloro che hanno supportato il Comitato di Milano in questa occasione va, tuo tramite, il mio personale ringraziamento. A coloro che, con l’opera passata, hanno fatto si che la Croce Rossa Italiana sia oggi in grado di esprimere questo valore va, di nuovo, il mio personale ringraziamento.”