La campagna “NON SONO UN BERSAGLIO” contro le violenze agli operatori sanitari sbarca a Bologna

Il 12 ottobre scorso si è svolta a Bologna presso i Giardini Margherita, all’interno del contesto della manifestazione ‘Datti una mossa’ promossa dall’AUSL di Bologna, la campagna NON SONO UN BERSAGLIO della Croce Rossa Italiana, per informare e tenere alta l’attenzione rispetto al costante intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari, nei teatri di conflitti armati e sul nostro territorio.

Croce Rossa Italiana con questa iniziativa  aderisce alla campagna internazionale “Health Care in danger”, sviluppata dal Comitato Internazionale di Croce Rossa con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, i cittadini e i governi su questa tematica di grande attualità e denunciare il costante intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari nelle situazioni di conflitto e in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici assistenziali sparsi per l’Italia.

Nel corso della giornata i volontari della Croce Rossa del Comitato di Bologna partendo da uno scenario di un ospedale da campo devastato hanno spiegato alla cittadinanza quali sono le norme del Diritto Internazionale Umanitario che proteggono gli operatori sanitari all’interno di conflitti armati, e illustrato i rischi e le aggressioni che quotidianamente affrontano i soccorritori e gli infermieri negli ospedali e sui mezzi di soccorso nelle nostre città.

Il messaggio

“Non sono un bersaglio” è perciò un grido, un appello di civiltà che la Croce Rossa lancia a tutta la cittadinanza, per non dimenticare un problema che deve riguardare tutti noi, e per sottolineare ancora una volta che in guerra esistono delle regole che devono essere rispettate. Attaccare postazioni o personale sanitario viola le norme basilari del diritto internazionale umanitario e genera una sofferenza doppia: non si colpiscono soltanto quelle persone che forniscono aiuto, ma si attaccano tutti coloro che potrebbero essere salvati. Fare violenza su un medico, un infermiere, un soccorritore significa impedire ai civili di poter ricevere le cure adeguate. È per questo che Francesco Rocca, Presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e Presidente della Croce Rossa Italiana, afferma che “colpire chi porta soccorso significa annichilire la speranza, la civiltà, il futuro stesso”.