Palazzo Fava da San Domenico

Palazzo Fava da San Domenico fu costruito verso il 1573 su probabile disegno di Francesco Morandi detto il Terribilia, per volere di Giacomo Maria Fava. Dal 1958 il palazzo è sede del Comitato di Bologna di Croce Rossa Italiana.

Il meno famoso dei due palazzi Fava bolognesi abita in via del Cane (l’altro regna in via Manzoni ed è affrescato dai Carracci), in una stradina laterale che mette in comunicazione via Marsili e via Farini. Un angolo di mondo che custodisce diversi tesori.
Sarà possibile apprezzare le suggestioni che l’edificio offre: la storia dei Fava, importante famiglia bolognese, e i saloni affrescati, a partire da quello più bello e grande (Sala del Camino) coi dipinti dedicati a scene bibliche.
Luigi Malaguti suggerisce di leggere i quadri come i dieci comandamenti. Nessuno ci aveva pensato e forse non esiste nessun altro ciclo pittorico con questo tema. Fatto sta che, grazie a questa lettura iconografica, le immagini scorrono come una pellicola, avvincente e carica di significati. Un bellissimo film storico e contemporaneo, religioso e laico.
Ma a palazzo Fava il “film” può essere anche tutto da ridere, di puro divertimento: ecco allora la saletta dove sono rappresentati i cinque sensi. Gli occhiali per la vista, le orecchie in mano per l’udito, già sembrano soluzioni piuttosto sbrigative, ma si sconfina nel comico sul tatto: una figura femminile infatti è rappresentata nell’atto di toccarsi il petto. Non un’iconografia classica, forse solo la grossolana soluzione di una bottega di artigiani un po’ burloni. Eppure mette di buonumore, perché restituisce viva l’immagine di questa bottega tardo cinquecentesca, ricordando che in fondo, fra l’arte e la cultura, c’è spazio anche per una risata.