Health for Gaza: quando l’umanità diventa azione concreta
Roma, 31 marzo 2026 – C’è un filo invisibile che unisce Roma alla Striscia di Gaza: è quello dell’umanità che resiste, della solidarietà che si traduce in azione concreta, della neutralità che si fa presenza operativa nei contesti più fragili. È lungo questo filo che si è concluso “Health for Gaza”, un progetto che ha saputo andare oltre la dimensione sanitaria per diventare testimonianza viva dei Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.
Promosso dalla Croce Rossa Italiana e realizzato in collaborazione con la Mezzaluna Rossa Palestinese, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nell’ambito del programma “Food for Gaza” e sotto il coordinamento della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, il progetto ha rappresentato una risposta concreta a una delle crisi umanitarie più complesse e drammatiche degli ultimi anni.
“Health for Gaza” è stato molto più di un intervento sanitario: è stato presenza, ascolto, capacità di agire in contesti dove l’accesso alle cure è limitato e le infrastrutture sono fortemente compromesse. Ha significato garantire continuità assistenziale, sostenere le comunità locali, offrire supporto psicologico e, soprattutto, non lasciare sole le persone più vulnerabili.
In questo scenario, le operazioni di Medevac hanno assunto un valore profondamente umano: non semplici trasferimenti sanitari, ma veri e propri corridoi di speranza, capaci di restituire possibilità di cura e, spesso, di vita.

È proprio in questo ambito che si inserisce il contributo della Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna, la cui delegazione guidata dal Vice Presidente Christian Sabbioni, su invito del Presidente Nazionale Rosario Valastro, ha preso parte all’evento conclusivo ricevendo il sentito ringraziamento della Mezzaluna Rossa Palestinese per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrati nelle attività di evacuazione sanitaria a favore della popolazione palestinese.
Le giornate romane sono state intense, cariche di contenuti ma soprattutto di emozioni autentiche. Non solo momenti istituzionali, ma occasioni reali di confronto e consapevolezza. La proiezione del docufilm “La voce di Hind Rajab”, premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha restituito uno sguardo profondo sulle condizioni estreme in cui operatori e volontari operano quotidianamente nella Striscia di Gaza.
Accanto a questo, il documentario “Health For Gaza. Quando l’umanità non si ferma: testimonianze e immagini di un impegno quotidiano” ha dato volto e voce all’impatto concreto del progetto: storie, sguardi, gesti che raccontano più di qualsiasi dato.
Il cuore più autentico dell’evento è stato però l’incontro con chi quella realtà la vive ogni giorno. Le testimonianze di Dana Abu-Koash, Coordinatrice dell’Unità di Diritto Internazionale Umanitario, del Presidente della Mezzaluna Rossa Palestinese Younis Al-Khatib e di Nisreen Qawas hanno restituito con forza la complessità di un contesto in cui ogni intervento si misura con il rischio, ma anche con una straordinaria determinazione a non arretrare davanti al bisogno.
Parole lucide e intense che hanno ricordato come il Diritto Internazionale Umanitario non sia un concetto astratto, ma uno strumento essenziale di protezione per civili, operatori e volontari.
In questo percorso, non è mancato un momento di silenzio e memoria. Un tributo solenne ai 55 operatori umanitari che hanno perso la vita durante le attività di soccorso nel conflitto israelo-palestinese. Un numero che pesa, che interroga, che ricorda quanto sia alto il prezzo dell’azione umanitaria. Ma anche un momento che ha rafforzato la consapevolezza di una responsabilità condivisa: continuare ad esserci, sempre, nel rispetto dei principi di umanità, neutralità e indipendenza.
“Health for Gaza” si chiude formalmente, ma lascia un’eredità profonda. Non solo risultati operativi o numeri, ma relazioni, competenze e una rete di solidarietà che continua a vivere.
Per la Croce Rossa Italiana e per tutto il Movimento internazionale, rappresenta un punto di partenza: la conferma che anche nei contesti più difficili è possibile fare la differenza.
Perché, anche quando tutto sembra fermarsi, l’umanità trova sempre il modo di andare avanti. E di non fermarsi mai.



