“La violenza contro gli operatori sanitari è un suicidio”
Non solo in ambito internazionale, ma nella quotidianità di tutti i giorni, in ogni angolo di questo mondo, non importa che la nazione sia in guerra o vestita da democrazia, la violenza semplicemente accade, a volte nei silenzi di statistiche e numeri oltremodo oltraggiosi, indegni di un’umanità che chiede la vita. La campagna della Croce Rossa Italiana è quindi rivolta anche al territorio nazionale.
La violenza infatti non è commessa solo da colui che emette la sentenza di condanna a morte verso un inerme, che non sa perché tutto ciò accade, ma anche da chi nel silenzio di quattro chiacchere di un bar, di un caffè con i colleghi, tace o urla disgustato, attonito, senza far nulla nella direzione di cambiare questo ignobile gesto dell’annullamento di una vita.
Tale violenza diventa sconcertante quando è perpetrata contro chi oggi aiuta per riportare le persone oggetto di violenza ad una vita dignitosa o chi nelle indagini cerca un colpevole, perché giustizia deve essere fatta, si ha la percezione che il senso di rispetto dell’altro e delle autorità sia completamente svanito, annullato.



